Le risposte ai dubbi più comuni
Il servizio è gratuito?
Sì, il progetto è realizzato con il patrocinio del Comune di Parma e il contributo di Fondazione Cariparma: la partecipazione è gratuita.
Devo avere una diagnosi specifica per il mio familiare?
No, il progetto è rivolto a chi assiste una persona colpita da ictus cerebrale, indipendentemente dalla gravità degli esiti.
Cosa succede al primo incontro?
È un incontro conoscitivo: il moderatore si presenta, illustra le regole del gruppo (riservatezza, rispetto reciproco) e ognuno ha lo spazio per raccontarsi, se lo desidera.
La mia privacy è garantita?
Sì. I gruppi sono chiusi e la riservatezza è una regola fondante: ciò che viene condiviso resta nel gruppo.
Quante persone partecipano ad un gruppo?
Ogni gruppo è composto da 4 a 6 caregiver, per favorire un confronto reale e uno spazio di parola per tutti.
Con che frequenza si svolgono gli incontri?
Il ciclo sperimentale prevede 6 incontri a cadenza mensile, della durata di circa un'ora e mezza ciascuno, anche online.
Il gruppo sostituisce una psicoterapeuta?
No. È un percorso di auto mutuo aiuto con finalità psicoeducativa. Se il moderatore rileva segnali che richiedono un supporto clinico, accompagna la persona verso un percorso individuale dedicato.
Posso partecipare se il mio familiare ha avuto l'ictus da poco?
Il progetto è pensato soprattutto per caregiver di pazienti in fase stabilizzata, generalmente dopo i primi 3-6 mesi dall'evento, quando il bisogno di supporto continuativo è maggiore.

